COMPAGNIA DE’ VALCENTO

La Compagnia ricostruisce le tecniche di combattimento del periodo che va dal 1200 circa alla prima metà del 1400, passando dall'arma più antica da noi trattata ovvero spada e scudo fino alla spada e boccoliere, lancia, spadone, daga, falcione, ronca e al combattimento in armatura.

Per rendere il duello il più verosimile possibile e maggiormente aderente alla realtà storica, tali duelli sono svolti in "libera", ovvero senza che i colpi inferti siano in nessun modo prestabiliti secondo uno schema memorizzato: gli schermidori sono addestrati a intuire e parare qualsiasi colpo che l'avversario decida di portare, di modo che sia così possibile realizzare un duello realistico e altamente spettacolare.

Per realizzare manifestazioni con queste caratteristiche di veridicità e realismo, è necessario sviluppare una forma fisica adeguata atta a sopportare il peso delle protezioni, muoversi senza impaccio e riuscire a gestire un'arma bianca senza pericolo: per questi motivi, i membri della Compagnia si sottopongono a un allenamento fisico di 2 ore al giorno per 2 volte a settimana.

Parte dell'allenamento è deputata esclusivamente allo studio di un'arma, riproducendo le varie tecniche e svolgendo dei piccoli duelli sotto attenta osservazione del Maestro il quale assicura una preparazione degli allievi quanto più filologicamente adeguata non solo ai fini del combattimento di per sé, ma anche per quel che riguarda il contesto storico del mestiere delle armi.

Nella prima fase di studio agli allievi sono insegnati i movimenti base dell'arma, quali attacchi e parate, e che sono ripetuti durante gli allenamenti. Solo una volta compreso e fatto proprio il metodo di combattimento e gli schermidori si cimentano in veri e propri duelli "in libera" aggiungendo velocità e dinamismo, via via che la tecnica schermistica si affina in entrambi i duellanti.

L'apprendimento di un'arma è sia pratico ma soprattutto teorico: i testi sui quali si basano gli studi teorici e pratici della Scuola sono repliche di volumi scritti dai Maestri di Scherma dell'antichità, in massima parte originati dall'area europea più attiva nella scherma medievale, in particolare l'ltalia settentrionale e l'attuale Germania sud-occidentale.

Principalmente, le opere da noi utilizzate come riferimento sono il "London Tower Fechtbuch" (anche noto come "1.33" e conservato nell'Armeria Reale di Leeds) da autore anonimo e che rappresenta il trattato di scherma medievale più antico arrivato a noi e che ha portato fino ai giorni nostri le tecniche di spada e boccoliere.

Di altro autore anonimo è il "Fechtbuch" illustrato dal pittore e incisore tedesco Albrecht Dürer, da noi utilizzata soprattutto per le tecniche di storta/falcione; i vari "Fechtbüch" di Hans Talhoffer, antico Maestro di Scherma svevo e che riprende le fila del Maestro della Scuola Tedesca Johannes Liechtenauer; il "De Arte Gladiatoria Dimicandi" di Filippo Vadi, Maestro pisano alla corte dei Duchi di Urbino, ma soprattutto assume particolare rilievo il "Flos Duellatorum" di Fiore dei Liberi da Cividale, Maestro di Scherma italiano il quale, durante la sua carriera, ha appreso e metabolizzato i segreti della Scuola Tedesca e li ha fatti propri, rielaborandoli in nuove tecniche che ha presentato nella sua opera: la gran parte delle armi studiate nella nostra Scuola sono raccolte in questo trattato.

Nome Associazione
COMPAGNIA DE' VALCENTO A.S.D.
Indirizzo
Via Ferrucci, 151
Città
Prato
Presidente
Claudio Liuzzi
Telefono
340 2366768
Email
info@valcento.it

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